BORGOLUCE E SLOW FOOD, UNA GIORNATA PER CONOSCERLI MEGLIO

Ho avuto il piacere di  conoscere meglio il mondo Slow Food grazie a Gino Bortoletto, uno dei fondatori nonché presidente Slowfood Veneto e il  segretario Michele Romano ad un’incotro dedicato alle foodblogger presso Borgoluce.

L’associazione Slow Food è nata diversi anni fa quando ancora non c’era l’offerta che troviamo oggi, ma cominciava ed esserci un interesse particolare per il mondo del food, così sono stati sviluppati progetti focalizzati non solo sul cibo ma su chi lo produce e come lo fa. Ciò che si mangia ha iniziato ad essere un fatto sociale e culturale.  Pensate che Slowfood non ha confini, così come il cibo: è presente in 150 paesi del mondo.

Ha portato avanti due filoni principali che vanno dall’educazione per adulti con i “master of  food” e i laboratori del gusto, all’attenzione per produttori con il progetto dei presidi.  Quest’ultimo nato perché alcuni produttori stavano scomparendo e c’era la necessità di farli conoscere e di valorizzarli, dando una garanzia di qualità al cliente finale e delle imposizioni sugli allevamenti e la biodiversità del contesto in cui si sviluppano i prodotti.

Abbiamo anche avuto il piacere di conoscere come dietro a Borgoluce (Susegana) si celi la più estesa azienda agricola del trevigiano, che fa storia a se in provincia, sia per vastità della proprietà sia per la diversificazione delle attività agricole attive: 550 ettari a seminativi (mais, frumento, orzo, soia), 70 ettari a vigneto, 420 di bosco, 180 a pascolo e altri 2 ettari a ulivo, senza dimenticare il caseificio, la macelleria, lo spaccio, gli agriturismi e le fattorie didattiche.
Ma Borgoluce non è solo questo, la Contessa Maria Trinidad (Ninni) di Collalto, ci ha trasmesso la grande passione con cui gestisce questa realtà, l’attenzione e il rispetto per l’ambiente, l’energia della tenuta è tutta legata ad un impianto di biogas, la volontà di far conoscere il nostro territorio anche all’estero, l’accoglienza e l’apertura a chiunque volesse visitare l’azienda.

E’ stato molto interessante visitare l’allevamento di bufale, da cui si producono i formaggi, in particolare abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una nascita in diretta. A seguire un ottimo pranzo nella “Frasca di Borgoluce”, la classica casa di campagna dove passare qualche ora di relax mangiando prodotti genuini e a chilometri zero o meglio centimetri zero.  Taglieri di affettati e formaggi ma anche hamburger, musetto e polenta con farina di mais bianco perla presidio Slow Food, e come dolce panna cotta con miele e noci lara tutto home made.   Non poteva mancare il brindisi con le delicate e profumate bollicine del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Borgoluce.

 

 

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