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INTERVISTA A CARLO DE BIASI DIRETTORE CANTINA TOBLINO

by Serena Aversano

Carlo De Biasi

Una piacevole intervista a Carlo De Biasi, l’attuale direttore generale della Cantina Toblino, nella Valle dei Laghi, in provincia di Trento che annovera oltre 600 soci-viticoltori e quasi 850 ettari vitati, la conduzione diretta di una azienda di 40 ha di vigneto certificato biologico. Una persona aperta e disponibile di quelle che ti sembra di conoscere da una vita. Cuore trentino, un percorso di studi all’Istituto di San Michele all’Adige, poi a Milano in Scienze Agrarie e un passato con importanti esperienze, prima occupandosi di zonazione viticola in La Vis e successivamente quasi vent’anni da Zonin, come responsabile delle tenute italiane ed estere. Poi 4 anni fa, il ritorno alle origini, proprio nella Valle dei Laghi, dove è nata la sua famiglia, con l’approdo alla direzione della cantina, che rispecchia pienamente la sua vocazione, quella di un approccio vitivinicolo territoriale, attento allo sviluppo sostenibile e biologico. Ha visitato tutte le zone vitivinicole del pianeta, uno che ha girato il mondo in lungo e in largo, rimasto però concreto, perché sa come si lavora in vigna e in cantina. Ad oggi l’unico europeo ad aver ricevuto il riconoscimento da Drinks Business a Londra quale Green Personality of the Year.

IN QUESTA DIFFICILE SITUAZIONE DI DIFFICOLTA’ NEL MONDO DEL VINO, QUALI SONO STATE LE VOSTRE PRIORITA’ IN  CANTINA?

Avevamo lavorato negli ultimi anni alla realizzazione della nuova linea Vènt, che doveva essere presentata agli operatori durante Prowein e Vinitaly. Ci siamo trovati bloccati, per l’annullamento delle fiere ma fortunatamente abbiamo colto l’opportunità di partecipare ad un progetto nazionale di Microsoft “Ambizione Italia Digital Restart” che ci ha permesso di promuovere nel mese di maggio i nostri vini con tanto di degustazione non in presenza ma online e che ha coinvolto oltre alla nostra cantina numerose aziende italiane operanti in diversi settori, con l’obiettivo di aiutarle nella fase della ripartenza.

Insomma un momento di criticità, dovuto all’attuale emergenza sanitaria che è stato trasformato in una vera e propria opportunità , un occasione che ci è stata utile anche per modernizzare i processi e inaugurare nuove modalità d’interazione digitale.

Da alcuni anni facciamo parte dell’Associazione  Lien de la Vigne – Vinelink International, nata nel ’92 con sede a Parigi e che riunisce il gotha del vino italiano ed internazionale del calibro di Moet Hennessy, Louis Roederer, Schenk Wine, Bodegas Torres, Constellation Brands – Ruffino, Ferrari Trento, Zonin 1821, Bolla GIV, E & J Gallo Winery. In questi ultimi anni ci siamo confrontati sui temi della qualità dei vini e del cambiamento del settore, e sulle vision nel lungo periodo. Grazie a queste collaborazioni abbiamo coinvolto alcuni colleghi, quali Peter Hayes Presidente Onorario O.I.V. Office International de la Vigne et du Vin e Vincent Chaperon Chef de Cave di Dom Perignon, nella degustazione digitale di presentazione della linea di vini di selezione biologici Vènt, avvalendoci del supporto di Microsoft ed è grazie a questi eventi innovativi che abbiamo goduto di una ottima visibilità essendo stati pubblicati su numerose testate nazionali ed internazionali.

Molto seguiti sono stati gli eventi on line anche con le produzioni di qualità come nel caso della collaborazione con la Latteria San Pietro presentando un Grana Padano da fieno stabile, abbinato alle ricette preparate in diretta dal nostro chef Sebastian Sartorelli dell’Hosteria Toblino, il nostro ristorante, coinvolgendo food blogger e influencer che hanno reinterpretato la creatività dello chef. Eventi che poi si sono ripetuti a cadenza settimanale con i produttori delle eccellenze trentine.

chef Sebastian Sartorelli

Il futuro per noi sarà quello di riuscire a tradurre tutti gli sforzi nella valorizzazione e diffusione della nostra cultura e della nostra storia, della viticoltura di montagna, artigianale, manuale al 100 per cento. L’agricoltura e nel nostro caso la viticoltura gioca un ruolo fondamentale nella gestione del territorio e delle economie locali, se ben valorizzata permette di garantire quel reddito necessario a far permanere l’agricoltura nelle alte colline, alle pendici delle montagne, con grande beneficio per l’intero territorio, coronamento enogastronomico dell’offerta turistica, economia trainante per la nostra provincia.

CREDI CHE LA COMUNICAZIONE POSSA ESSERE UN AIUTO PER SUPERARE QUESTO MOMENTO?

A mio modo di vedere la comunicazione è fondamentale, è necessario far sentire la propria presenza, raccontare il territorio e la vocazione vitivinicola della nostra valle, di ciò che accade in vigna ed in cantina e dei nostri progetti futuri e della nostra vision. Per questo abbiamo investito da anni nella nostra Hosteria Toblino, ristorante dedicato ad accogliere gli appassionati per far conoscere loro i sapori della valle, per far vivere una esperienza enogastronomica completa ed immersiva a pochi passi dalle rive del Lago di Toblino e del suo magnifico castello. Durante il lockdown, questa attività è proseguita in via digitale, abbiamo cercato di mantenere le relazioni con i nostri clienti ed appassionati realizzando alcuni video in diretta via social. Il nostro chef Sebastian ha proposto una serie di corsi di cucina e ricette, realizzate con prodotti locali come la carne della macelleria Ballardini o l’olio extravergine d’oliva di Agraria di Riva e Maso Bòtes. I video sono stati molto apprezzati e ricondivisi sui social dagli utenti e si è creato un volano di comunicazione che stiamo cercando di mantenere vivo. Con Hosteria Toblino da pochi giorni siamo ripartiti da martedì a domenica per il pranzo e da giovedì al sabato, alla sera.

SONO CAMBIATE LE TEMATICHE DI COMUNICAZIONE? E’ CAMBIATO L’ATTEGGIAMENTO?

Stiamo focalizzando la comunicazione raccontando l’unicità del nostro territorio, del vento, del Lago di Garda e delle Dolomiti, della nostra filosofia, delle collaborazioni tra produttori, del nostro impegno per l’ambiente, del biologico e del Biodistretto della Valle dei Laghi, della nostra agricoltura insomma.

La nostra linea Vènt racchiude nei nomi le peculiarità che rendono unici i vini, il clima ed il vento lo troviamo nello Chardonnay Foll, refoli, folate di vento che quotidianamente regolano il microclima della valle, il suolo e la sua origine la si ritrova nel Lagrein Las, da pietra, granito. Poi c’è la storia della valle e della gente, che ritroviamo nel Pinot Bianco Pràal, il capitello testimonianza del principato vescovile. Le esperienze che vengono da altri luoghi, le contaminazioni esterne, appunto Da Fòra come il Manzoni bianco, vitigno arrivato da fuori che in Valle dei Laghi ha trovato un ambiente unico al quale si è pienamente adattato. E per ultimo, ma non per importanza, il motore che muove il nostro lavoro, la passione. La passione è l’elemento che fa coltivare al viticoltore il Pinot nero, è la passione che fa vinificare all’enologo il Pinot nero ed è ancora la passione che fa degustare ad un appassionato il Pinot nero, passione che qualche volta diventa batticuore nell’attesa Pinot nero Baticòr.

PENSANDO AL BUDGET CHE HAI INVESTITO NEL 2019 IN COMUNICAZIONE CHE COSA, ALLA LUCE DI QUESTO NUOVO SCENARIO, CAMBIERESTI O COSA AGGIUNGERESTI?

Il budget che ogni anno investiamo in comunicazione è in funzione dei progetti in atto, dall’anno scorso abbiamo deciso di avvalerci della professionalità di Giovanni Luigi Brumat a cui abbiamo affidato i compiti di Brand Manager e responsabile comunicazione Italia ed Estero. Crediamo sia importante che chi rappresenta Cantina Toblino che ogni giorno viva l’azienda, conosca i vigneti ed il duro lavoro del viticoltore di montagna, conosca i principi della vitivinicoltura di qualità e dell’impegno per la diffusione della viticoltura biologica, conosca in maniera approfondita le caratteristiche e le peculiarità del nostro territorio, conosca le persone, che chi viva la cantina in poche parole acquisisca a pieno lo spirito e la nostra vision.

 

 

 

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