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INTERVISTA A ELENA WALCH

by Serena Aversano

Elena Walch, ama le sfide, donna del vino, imprenditrice, madre di due splendide ragazze e moglie, protagonista della storia vitivinicola in Alto Adige.

Intervista di Serena Aversano

Elena Walch

Elena Walch

IN QUESTA DIFFICILE SITUAZIONE IN CUI I FATTURATI SONO CALATI ENORMEMENTE QUALI SONO SECONDO TE LE PRIORITA’ PER LA TUA CANTINA?

Si spera che questo sia un periodo transitorio, affinché non si troverà il vaccino.

È difficile in questo momento prefiggersi delle priorità. La situazione è difficile anche perché manca completamente il turista, e oltre alla sofferenza della chiusura di alberghi e ristoranti c’è da considerare anche che è tutto fermo, il mercato estero è chiuso e anche in cantina, azzerate le visite e le degustazioni: per noi un danno economico rilevante.

Come attività di comunicazione abbiamo sicuramente implemento la visibilità on line, la gestione dei social e del nostro e shop, utili per far si che la gente si ricordi del tuoi prodotti, anche se sicuramente le vendite perse nel canale della ristorazione non compenseranno di certo la vendita online.

Se un consumatore richiede il mio vino, lo conosce già, sa quali sono i punti di forza del nostro marchio. Non è solo crollato il consumo nazionale ma anche quello legato al turismo, per noi una fetta di fatturato che manca. Inoltre quello legato alle attività di ospitalità in cantina, dalla visita ai vigneti, alle degustazioni organizzate, agli acquisti diretti.

E poi c’è da dire che già adesso le cantine sono piene di vino e se non ci saranno vendite per i prossimi mesi sarà un problema, perché in cantina la produzione non si ferma mai…la vigna sta iniziando a germogliare e si deve andare avanti con la produzione, non ci si può fermare…non si può interrompere il ciclo della vigna..

CREDI CHE LA COMUNICAZIONE POSSA ESSERE UN AIUTO PER SUPERARE QUESTO MOMENTO?

Per quanto cerchi di essere positiva, il consumo di vino che abbiamo avuto in questi ultimi anni di benessere è stato eccezionale e col tempo ritornerà, ma si dovrà avere pazienza e sicuramente sarà diverso il modo di consumarlo.

Mantenere i contatti e le relazioni con importatori e agenti è importante in questo momento, non bisogna disperarsi adesso, devi fare del tuo meglio e pensare al dopo. La comunicazione attualmente si sposta molto sul online, facendo quindi interviste su Instagram live oppure Zoom. Questo ci unisce, anche se siamo lontani.

CREDI CHE LE FIERE POSSANO ANCORA OGGI AVERE IL VALORE CHE AVEVANO PRIMA DEL CORONAVIRUS?

Le fiere probabilmente verranno svolte in modo diverso. Secondo me alla luce delle nuove misure per contrastare la pandemia bisogna che le fiere cambino il loro business model e si adattino alle nuove esigenze del mercato e dei produttori.

Credo che abbiamo fatto un bel lavoro negli anni passati, ormai siamo conosciuti, lo dimostra il fatto che  trovo i miei vini in tantissimi webinar, non organizzati da noi, ma da professionisti enologi o semplici appassionati, che ci conoscono e ci apprezzano, questo ci fa molto piacere…

PENSANDO AL BUDGET CHE HAI INVESTITO NEL 2019 IN COMUNICAZIONE CHE COSA, ALLA LUCE DI QUESTO NUOVO SCENARIO, CAMBIERESTI O AGGIUNGERESTI?

Continueremo ad investire sull’on line sperando che la situazione migliori dal punto di vista delle vendite, ed è questa una domanda su cui non si può rispondere ora, dipenderà molto da come evolverà la situazione nelle prossime settimane…

Credo che la differenza adesso si giochi sui brand e penso che se hai un marchio forte a livello di riconoscibilità sia meglio, riesci a farti ricordare di più e a rappresentare meglio il tuo territorio.

QUALE SARA’ IL TUO BUSINESS MODEL PER IL 2020/2021? HAI GIA’ QUALCHE IDEA?

Ripenseremo a come produrre e lavorare in vigneto, per avere l’obiettivo di migliorare la nostra qualità della vita e di conseguenza anche il benessere che si trasmetterà anche nei nostri vini. Porremo attenzione al mercato nazionale e locale, il valore “salute” sarà in primo piano anche cercando prodotti locali, per dare sostegno alle persone che vivono nel nostro territorio. Sono convinta che tante cose cambieranno, anche il nostro sistema economico legato al consumismo verrà messo in discussione.

Infine, é probabile che abitudini e costumi dei consumatori subiranno – o dovranno subire – dei cambiamenti ai quali bisogna adattarsi. Cambieranno i servizi ed i canali di distribuzione e questi cambiamenti, se ci adattiamo velocemente anche noi, potranno essere delle vere occasioni per chi è primo e più dinamico. Infine, dobbiamo uscirne vincenti!

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2 comments

Marinella 24 Aprile 2020 - 13 h 28 min

Bellissimo il suo articolo , sono na Chef ambasciatore nel mondo della cucina mediterranea avevo un locale mio nelle colline di Susegana proprietà del principe. Collalto ho sempre dato valore alla cucina dl territorio ,con questa situazione cambia tutto e ci ho pensato pure io di cambiare sistema di lavoro e lo farò
Complimenti bellissimo articolo
Marinella Fagaraz

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Serena Aversano 24 Aprile 2020 - 14 h 31 min

ciao Marinella grazie speriamo di rivederci presto…sono sempre io serena

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