Home Comunicazione COME RACCONTARE UN PRODOTTO, UN AZIENDA,  IN MODO CREATIVO  IN QUESTO PERIODO DI PANDEMIA?

COME RACCONTARE UN PRODOTTO, UN AZIENDA,  IN MODO CREATIVO  IN QUESTO PERIODO DI PANDEMIA?

by Serena Aversano

DISTINTIVENESS & BRAND

Come può fare un produttore di eccellenze, per far conoscere il suo marchio, dando valore e attirando l’interesse dei consumatori?

Per fare ciò bisogna analizzare la storia dell’azienda e del prodotto, scomporlo identificandone tutte le sue peculiarità, partendo da qui si possono creare contenuti unici che sappiano nel tempo mantenere ed assicurare credibilità. Un buon punto di inizio!

Raccontare aiuta certamente a riflettere ed esprime una vera e propria necessità: vendere ad un pubblico specifico, raccontare una certa qualità. Come si fa? Innanzi tutto bisogna ricordare sempre di essere sinceri quando si racconta: è fondamentale, per arrivare al cuore di chi ascolta. I racconti devono innanzitutto presentarsi come coerenti e reali, e che rispecchiano i nuovi interessi degli utenti consumatori in questo periodo surreale di pandemia. Si parte da un obiettivo ben delineato, la cosiddetta core-story, e prima di iniziare ci si deve porre  alcune semplici domande che ti aiutano senz’altro a capire a chi ti stai rivolgendo. Chi è il tuo pubblico? Che età ha? Cosa interessa al mio pubblico?

Vi racconto una case history nel mondo del  latte.

L’obiettivo del mio lavoro rivolto alle aziende è quello di costruire la consapevolezza del marchio per costruire fiducia e credibilità, per aumentare le vendite. Tutti questi elementi rappresentano il “profumo” del brand cioè il suo valore.  La case history che vi voglio raccontare è quella di un azienda che produce latte di montagna. Come comunicare un prodotto biologico e produrre un messaggio interessante per il consumatore?

Sono partita sempre scomponendo l’azienda, analizzato i valori della produzione bio, quindi dalla qualità del fieno che alimenta le mucche, prodotto in un cento territorio ricco di biodiversità. In questo periodo di crisi legata al Covid 19 è tornato al centro dell’attenzione il ruolo del settore primario nell’economia italiana, l’agricoltura e l’allevamento, soprattutto ora che si inizia a pensare al post-emergenza Coronavirus, raccontando la qualità del latte partendo dalla biodiversità di quel territorio, alla stalla e al benessere degli animali. Pare che le storie di eccellenze e presidi della biodiversità alimentare, appaiono improvvisamente come modelli  a cui ispirarsi per far ripartire l’intero comparto, probabilmente la strada da seguire per affermare la nuova agricoltura nazionale. Ho cercato di dare identità al brand partendo dal ragionamento che oggi più che mai, non è saggio far venire, ad esempio, una mela da chissà dove perché se arriva da vicino avrà fatto meno passaggi e sarà quindi un prodotto più sicuro. Così un territorio come il Veneto, che spesso sentiamo criticato per il suo isolamento, ha un vantaggio notevole. Non solo perché presenta una serie di eccellenze nella produzione agricola che molti ci invidiano, ma anche perché qui credo sia corretto valorizzare la genialità della filiera italiana, che deve compattarsi e tutelare il milione di occupati del settore.  Il successo di questa comunicazione è garantito, comunicare la qualità del latte attraverso i valori che lo rendono unico, come dicevo all’inizio, scomponendo.

Articolo scritto da Serena Aversano

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