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INTERVISTA AL PRODUTTORE LUCA SERENA DI SERENA WINES  1881

by Serena Aversano

Continua il mio sondaggio nel mondo del vino, per capire come i produttori stanno affrontando questo difficile periodo, causato dalla Pandemia. L’intervista è un modo per ascoltarli ma anche per cercare di immaginare il futuro di questo settore e per tracciare i nuovi bisogni e le nuove sfide che segnano questo momento storico unico.

INTERVISTA A LUCA SERENA DI SERENA WINES  1881

Luca Serena, giovane viticoltore in quinta generazione, dal 2004 responsabile estero della cantina Serena Wines 1881, riconosciuta come Azienda Storica d’Italia, con oltre 130 anni alle spalle e oggi leader del Prosecco Superiore e che assieme alla sua famiglia gestisce un giro d’affari di 86 milioni (il 42% export). Luca è nel management di un’azienda che ha dimostrato forti capacità di innovazione, formulando proposte sostenibili nella conservazione del vino dal fusto in acciaio, a quello in PET, che ha il vantaggio di essere riciclabile al 100 per cento.

IN QUESTA DIFFICILE SITUAZIONE IN CUI I FATTURATI SONO CALATI ENORMEMENTE QUALI SONO SECONDO TE LE PRIORITA’ PER LA TUA CANTINA?

Il comparto vitivinicolo è tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria mondiale, tutto l’estero è bloccato e in Italia è attivo solo il canale GDO. Noi in questo scenario ci prepariamo ad affrontare la fase due, con la riapertura dei ristoranti a breve. La nostra ricetta anticrisi si concentra sulla tutela del Made in Italy, uno sforzo che dobbiamo fare tutti assieme, tutte le attività produttive coinvolte per cercare di dare al mondo una risposta univoca, di forza e determinazione.

La nostra priorità ora è quella di mantenere la posizione di leader di settore nel canale Ho.re.ca, monitorando i bisogni dei nostri clienti, sostenendoli nelle loro scelte e rafforzando il nostro ruolo di interlocutori affidabili e concreti. Lo sforzo sarà incentrato sul capire i nuovi modelli di consumo cercando di dare in modo tempestivo delle risposte, sono certo che sapremo farlo, che sapremo reinvestire partendo da noi stessi. E poi porremo maggiore attenzione alla differenziazione dei canali distributivi, cercheremo di acquisire nuovi spazi nella GDO e punteremo sui canali on line, ma con una priorità: linee dedicate e mai in sovrapposizione fra loro.

CREDI CHE LA COMUNICAZIONE POSSA ESSERE UN AIUTO PER SUPERARE QUESTO MOMENTO?

Assolutamente si, anche se non sarà l’unica leva per rimetterci in piedi. Dobbiamo iniziare a raccontare la nostra storia, il nostro passato, per cercare di ricostruire il futuro e dobbiamo raccontare cose “vere” per arrivare al cuore dei nostri estimatori: questo ci aiuterà a riflettere.

Costruire la consapevolezza del marchio per creare fiducia e credibilità sarà la nostra priorità, migliorando la comunicazione off line e on line, mentre nei social media cercheremo di raccontare i nostri valori trasmessi dalla mia famiglia, uno storytelling  che il consumatore sicuramente apprezzerà, purtroppo non siamo ancora una marchio riconosciuto da questo target ed è anche su questo che dovremo lavorare. Oltre alla comunicazione nelle prossime settimane per noi sarà prioritario individuare il posizionamento strategico più coerente, riorganizzare le vendite, razionalizzare la gestione interna e motivare i nostri dipendenti più di prima, ora che bisogna stringere denti è necessario sentirsi tutti parte di un team e di una comunità.

QUALI SONO SECONDO TE GLI STRUMENTI PIU’ IDONEI PER ACQUISIRE CREDIBILITA’ E RILANCIARE IL TUO BUSINESS?

Oggi viene richiesta l’abilità di sapersi adattare a questa nuova situazione, ma anche di saper fare sempre meglio il proprio lavoro, questi fattori  sono fondamentali per il rilancio, senza dimenticare l’assoluta necessità di fare “sistema Italia”. Noi italiani siamo creativi, i migliori a reinventarci, dobbiamo dimostrare ora a noi stessi e agli altri che possiamo fare squadra, ed essere più forti di prima. “ più forti  insieme “, l’ho scritto anche nel progetto di filiera che ho promosso …credo sia l’intera filiera a doversi risollevare, produttori, fornitori, distributori e punti di consumo. E’ arrivato il momento di farci valere come italiani, con i nostri  valori e facendo capire all’ estero che non siamo solo simpatici e fantasiosi, con idee meravigliose, ma siamo anche persone in grado di rimetterci in piedi.

CREDI CHE LE FIERE POSSANO ANCORA OGGI POSSANO AVERE IL VALORE CHE AVEVANO PRIMA DEL CORONAVIRUS?

Sinceramente credo di no. Già stavano perdendo il loro valore prima del  Coronavirus, ora i produttori dovranno pensare a nuovi modi di comunicare e di mantenere relazioni. Il ruolo della fiera deve essere rivisto, l’edizione biennale potrebbe essere una proposta, poi sarà importante definire un solo target per gli ingressi, con aperture al pubblico in giornate riservate, ma soprattutto penso che le fiere debbano ora più che mai rivedere il loro modello di business e i costi, per incentivare le aziende a riscoprire questo strumento in modo innovativo e più etico.

PENSANDO AL BUDGET CHE HAI INVESTITO NEL 2019 IN COMUNICAZIONE CHE COSA, ALLA LUCE DI QUESTO NUOVO SCENARIO, CAMBIERESTI O COSA AGGIUNGERESTI?

Non cambierei il budget, cambierei il modo di comunicare, diventa prioritario raccontare i valori non più le sponsorizzazioni! Da qualche mese abbiamo iniziato un importantissimo progetto di sostenibilità con l’Università Cà Foscari, questo tema ci sta molto a cuore. Per la comunicazione partiremo da chi siamo e dai nostri valori, per far leva sulle nuove generazioni.

QUALE SARA’ IL TUO BUSINESS MODEL PER IL 2020/2021? HAI GIA’ QUALCHE IDEA?

E’ fondamentale non rendere vano il periodo che stiamo vivendo e cogliere questa occasione per ripensare a tutto, sganciandoci dalle logiche esistenti dobbiamo scrivere un nuovo capitolo di storia.

Chiaramente tutto dipenderà da quando e con quale ritmo riprenderanno i consumi, soprattutto fuori dalle mura domestiche. Se nelle prime settimane della crisi sono risultati abbastanza regolari gli ordini e le consegne verso i principali paesi esteri, il fermo totale dell’Horeca ha reso estremamente preoccupante la situazione. Sicuramente si stanno aprendo nuove vie, l’on line per esempio, un settore dove stiamo investendo.

Intervista di Serena Aversano giornalista

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